Terreni argillosi: risanare l’umidità di risalita senza provocare cedimenti

Tecniche e consigli per risolvere il problema dell’umidità di risalita

L’umidità di risalita è un problema diffuso nelle costruzioni a diretto contatto col terreno, specie se non adeguatamente impermeabilizzate. L’acqua presente nel suolo risale per capillarità lungo le murature, degradando intonaci e materiali, creando ambienti insalubri.

Per contrastare questo fenomeno, uno degli interventi tradizionali è la ventilazione delle fondazioni, ovvero si realizzano vespai aerati scannafossi lungo il perimetro delle murature controterra. Mediante queste opere si “scollega” l’edificio dal terreno e, grazie al flusso d’aria creato nell’intercapedine, si allontana l’umidità che il suolo trasferisce al fabbricato.

Tuttavia, questo efficace rimedio contro l’acqua può avere un rovescio della medaglia in determinate condizioni geologiche. Quando il fabbricato poggia su terreni a grana fine, in particolare terreni argillosi, il graduale prosciugamento del suolo indotto dalla ventilazione può causare effetti indesiderati sulle fondazioni. In edifici con fondazioni superficiali, l’essiccamento del terreno può innescare ritiri volumetrici del suolo e conseguenti cedimenti differenziali del piano di posa, con comparsa di crepe e lesioni nelle strutture.

Terreni argillosi: ritiro per essiccamento e cedimenti fondali

I terreni argillosi sono noti per la loro sensibilità al contenuto d’acqua, in quanto si gonfiano assorbendo umidità e si restringono quando si disseccano.

Questo comportamento ciclico, chiamato tecnicamente shrink-swell, comporta variazioni di volume del suolo. In periodi piovosi l’argilla si imbibisce e aumenta di volume, mentre durante la siccità si ritira, perdendo volume e formando fessure nel terreno. Il prosciugamento dei terreni coesivi come le argille comporta infatti una riduzione del volume del suolo, con conseguente abbassamento dello stesso, e genera tensioni nelle strutture sovrastanti con comparsa di nuove lesioni o ampliamento di fessure preesistenti.

Quando il terreno si contrae in modo non uniforme sotto le fondazioni, genera dei cedimenti differenziali, ovvero parti dell’edificio si abbassano più di altre, innescando crepe diagonali nei muri, fessure nei pavimenti e altri dissesti.

Le fondazioni superficiali risultano particolarmente vulnerabili al ritiro del terreno argilloso per essiccamento. In estate la riduzione delle piogge e le alte temperature causano un forte calo del tenore d’acqua nei suoli superficiali; questo, soprattutto nelle argille, induce un significativo ritiro volumetrico, con abbassamento del piano di appoggio delle fondazioni poco profonde.

Da un punto di vista pratico, ciò significa che prosciugare il terreno argilloso intorno a un edificio può innescare un assestamento del suolo. Se il ritiro non è uniforme, alcune porzioni del terreno cedono più di altre, provocando crepe che tipicamente appaiono oblique, inclinate di circa 45°, sulle murature portanti e fessure nei pavimenti. In sintesi, nelle costruzioni su argille è necessario prestare attenzione agli effetti collaterali di qualsiasi intervento di deumidificazione del terreno.

L’essiccamento indotto da scannafossi, vespai ventilati o altri sistemi di drenaggio può generare cedimenti del terreno di fondazione analoghi a quelli provocati da una forte siccità naturale. Ciò non significa che tali interventi vadano evitati, ma che vanno accompagnati da misure di stabilizzazione del suolo, al fine di prevenire danni strutturali. Una soluzione innovativa e non invasiva per consolidare i terreni argillosi è rappresentata dalle iniezioni di resine espandenti nel terreno, descritte nel paragrafo seguente.

Consolidamento del terreno con iniezioni di resina espandente

Per mettere al sicuro le fondazioni su terreni argillosi soggetti a ritiro, viene usata la tecnica del consolidamento mediante iniezioni di resina poliuretanica. Si tratta di un metodo di miglioramento del terreno di fondazione relativamente poco invasivo; infatti, vengono eseguiti piccoli fori attraverso le fondazioni e si inseriscono cannule entro cui si inietta nel sottosuolo una speciale resina bicomponente allo stato liquido. La resina, una volta iniettata, reagisce espandendosi rapidamente, fino a trasformarsi in una schiuma rigida. Questa espansione genera una forte pressione che compatta il terreno circostante e ne migliora le caratteristiche meccaniche.
L’intero processo è monitorato in tempo reale: ad esempio, mediante livelli laser si verifica il sollevamento della struttura in superficie, segno che il terreno ha raggiunto la necessaria densificazione e l’iniezione può essere interrotta al momento opportuno. In tal modo si opera un consolidamento mirato solo dove serve, ripristinando il corretto supporto alle fondazioni senza interventi demolitori né scavi estesi. Di seguito sono riassunti i principali benefici di un intervento di iniezione di resine espandenti nel terreno argilloso:

  • Compattazione del terreno;
  • Comprime il terreno attorno al punto di iniezione;
  • Riempimento di vuoti e fessure;
  • Riduzione della permeabilità e dei cicli di ritiro-rigonfiamento;
  • Intervento rapido e minimo impatto.

Il risultato finale è che il terreno consolidato mantiene a lungo la sua capacità portante, anche in caso di estati molto secche o, viceversa, di improvvise reidratazioni dopo piogge intense.

Umidità di risalita eliminata e fondazioni al sicuro

Interventi come vespai aerati e scannafossi rappresentano ottime soluzioni per risanare edifici colpiti da umidità di risalita, ma vanno progettati considerando la natura del terreno di fondazione. In presenza di terreni argillosi o limosi ad alta sensibilità all’acqua, è opportuno valutare tecniche complementari di consolidamento del suolo.
Le iniezioni di resina espandente costituiscono, a tal proposito, una strategia collaudata per ridurre la sensibilità all’essiccamento dei terreni finissimi e prevenire cedimenti indesiderati. Integrando un intervento di ventilazione/drenaggio con un adeguato consolidamento del terreno, si può prosciugare il suolo intorno alle fondazioni senza incorrere in fessurazioni strutturali. In conclusione, quando si opera su fabbricati con fondazioni superficiali su argille, è buona pratica affiancare alle opere di deumidificazione (come i vespai o gli scannafossi) un intervento sul terreno, ad esempio l’iniezione di resine, per stabilizzarlo.
Questo approccio integrato garantisce un duplice vantaggio: murature asciutte e fondazioni stabili, scongiurando i dissesti che altrimenti vanificherebbero i benefici del risanamento dall’umidità.

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Glossario

  • Shrink-Swell: comportamento ciclico di rigonfiamento (swell) quando assorbono acqua e di ritiro (shrink) quando si seccano, tipico dei terreni argillosi.

  • Ritiro volumetrico: La riduzione di volume che il terreno subisce quando perde acqua per essiccamento.

  • Iniezioni di resina espandente: Tecnica di consolidamento non invasiva che prevede l’iniezione nel sottosuolo di resina poliuretanica bicomponente per compattare e stabilizzare il terreno di fondazione.

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