Corpi di fabbrica accoppiati e “giunti spontanei”: perché si formano e come gestirli
Cosa fare in presenza di giunti spontanei? Ce lo spiega il tecnico!
Quando due corpi di fabbrica vengono accoppiati, ad esempio quando si allarga un edificio esistente o quando si costruisce una porzione aderente a un fabbricato confinante, la loro storia strutturale raramente coincide. È frequente che i due volumi abbiano età differenti, fondazioni con rigidezze diverse o materiali e tecniche costruttive non compatibili.
In assenza di un giunto tecnico adeguato, queste differenze creano un punto debole che può manifestarsi con fessure, ovvero i cosiddetti “giunti spontanei”.
In questo articolo proviamo ad approfondire questo argomento, spiegando quali sono le cause e, soprattutto, cosa fare in loro presenza.
Perché compaiono i giunti spontanei
Le fessure tra corpi di fabbrica accoppiati non sono difetti casuali, ma la risposta naturale della struttura a diverse forme di deformazione:
Movimenti del terreno e assestamenti
Differenze di massa e rigidezza
Ritiro e deformazioni dei materiali
Queste fessure, spesso larghe pochi millimetri, rappresentano una sorta di “fusibile strutturale”: consentono un minimo scorrimento tra i due volumi e impediscono l’insorgere di sollecitazioni più pericolose. Non è realistico pensare di eliminarle completamente, infatti l’obiettivo è mantenerle entro un range accettabile e, se necessario, renderle impermeabili o controllarne l’apertura con sistemi idonei.
Perché sono importanti i giunti tecnici
L’evoluzione della normativa antisismica ha codificato la necessità di separare corpi di fabbrica adiacenti mediante un giunto tecnico adeguato. L’articolo 7.2.1 delle NTC 2018 prescrive che due edifici contigui debbano essere distanziati di un valore calcolato in funzione dell’altezza e dell’accelerazione sismica, evitando così il fenomeno del martellamento.
Le linee guida di progetto illustrano che la distanza minima dipende dalla quota dei punti confrontati e dall’accelerazione di progetto, in modo da permettere alle strutture di oscillare indipendentemente. Il giunto tecnico deve attraversare tutti i piani, dalle fondazioni alla copertura, e deve essere lasciato libero da materiali. Infatti, chiudere il giunto con blocchi di laterizio annulla la sua funzione e aumenta il rischio di danni.
Perché le catene e i tiranti non risolvono il problema
La tentazione di “mettere in tiro” due edifici contigui, ad esempio installando tiranti o catene tra le loro pareti per ridurre l’apertura delle fessure, è diffusa ma pericolosa. È importante chiarire che tiranti e catene sono progettati per risolvere problemi all’interno di uno stesso edificio, non per collegare fabbricati distinti.
Utilizzare catene o tiranti per legare due corpi di fabbrica con fondazioni che cedono in maniera differente non elimina il problema dei cedimenti; al contrario, trasferisce le tensioni da un edificio all’altro e può amplificare i danni in caso di sisma. Inoltre, collegare due edifici diversi viola il principio normativo dell’indipendenza strutturale.
Nei casi in cui l’ampiezza della fessura sia eccessiva o in continuo aumento, la soluzione non è “stringere” i fabbricati, bensì analizzare le cause (cedimenti fondali, dissesti, lavori eseguiti male) e progettare interventi mirati sulle fondazioni o sui singoli edifici.
Come gestire correttamente i giunti spontanei
Un “giunto spontaneo” è quindi un sintomo della volontà delle strutture di muoversi in modo indipendente. Ecco alcuni consigli per gestirlo efficacemente:
- valutare l’evoluzione delle fessure;
- verificare la presenza di un giunto tecnico regolare;
- controllare i cedimenti fondali;
- non installare tiranti tra edifici diversi;
- affidarsi a un professionista.
Per rendere il concetto più chiaro, la tabella di seguito sintetizza le cause, i rischi di una gestione errata e le soluzioni corrette per i giunti spontanei.
| Aspetto | Descrizione e Analisi | Raccomandazioni Tecniche |
| Origine del Fenomeno | Risposta naturale a cedimenti differenziali, diverse rigidezze strutturali o carichi gravitazionali disomogenei. | Accettare la fessura come “sfogo” naturale se non evolve drasticamente. |
| Il “Giunto Spontaneo” | Funge da fusibile strutturale, permettendo ai due edifici di oscillare o assestarsi senza trascinare l’altro. | Monitorare l’ampiezza nel tempo con fessurimetri per escludere dissesti gravi. |
| Rischio Sismico | Il “martellamento” (collisione tra edifici) dovuto alla mancanza di spazio per l’oscillazione indipendente. | Rispettare le distanze minime calcolate secondo le NTC 2018 (par. 7.2.1). |
| Errore Comune: Tiranti | L’uso di catene tra edifici diversi è pericoloso: trasferisce tensioni improprie e viola l’indipendenza strutturale. | Evitare collegamenti rigidi; i tiranti servono a consolidare il singolo edificio, non a unirne due. |
| Soluzione Tecnica | Creazione di un giunto tecnico libero da detriti, continuo dalle fondazioni alla copertura. | Utilizzare coprigiunti flessibili o materiali deformabili per l’estetica e l’impermeabilizzazione. |
| Intervento sulle Fondazioni | Necessario solo se il giunto spontaneo deriva da un cedimento continuo e instabile del terreno. | Consultare un ingegnere per analisi geotecniche e possibili consolidamenti mirati. |
Conclusioni
Le lesioni tra corpi di fabbrica accoppiati sono un fenomeno frequente e, entro certi limiti, fisiologico. Derivano da assestamenti, differenze strutturali e dilatazioni differenziali e rappresentano, in assenza di adeguati giunti tecnici, il modo in cui gli edifici cercano di muoversi indipendentemente.
Anziché tentare di eliminare completamente tali fessure o, peggio, legare rigidamente due edifici con catene e tiranti, è fondamentale prevedere un giunto tecnico dimensionato secondo le norme vigenti oppure unificare correttamente le strutture. Solo così si garantisce la sicurezza sismica e si rispetta il principio, sancito dalle normative e dalla giurisprudenza, secondo cui ogni edificio in zona sismica deve poter oscillare liberamente senza trasmettere forze al vicino.
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Glossario Tecnico
- Corpo di fabbrica: porzione di un edificio che costituisce un’unità costruttiva organica, spesso distinta per epoca o tipologia strutturale.
- Giunto tecnico (o sismico): interruzione netta e programmata tra due strutture adiacenti, progettata per permettere oscillazioni indipendenti durante un sisma ed evitare danni da contatto.
- Martellamento (pounding): fenomeno distruttivo che si verifica durante un terremoto quando due edifici contigui, privi di adeguato distanziamento, collidono a causa di oscillazioni fuori fase.
- Ritiro: fenomeno di riduzione volumetrica del calcestruzzo o delle malte dovuto all’evaporazione dell’acqua durante la fase di maturazione, che può causare fessurazioni superficiali.
- Tirante (o catena): elemento metallico teso, utilizzato tipicamente nelle murature per contrastare le spinte orizzontali di archi e volte o per collegare le pareti perimetrali tra loro.